
| ECOLOGIA E SALVAGUARDIA DELL'UNIVERSO (L'Oasi di Liedolo nuovamente in pericolo) |
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| Scritto da Buno Martino |
| Giovedì 29 Settembre 2011 07:25 |
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Carissimi tutti, ho bisogno del vostro aiuto. Ho letto sulla Tribuna di Treviso del 27 Settembre che l'Amministrazione Comunale di Crespano del Grappa ha firmato (dichiarazione del Sindaco Cunial) "una lettera di intenti con cui diamo la disponibilità a valutare un progetto" relativo ad un "impianto di cogenerazione per trattare i reflui animali, e cioè una centrale a biomasse che andrà a smaltire i liquami - così scrive il giornalista - provenienti da decine di allevamenti della zona." E' vero che "la decisione definitiva la prenderemo dopo aver ascoltato i cittadini in una pubblica assemblea" ed è vero che sembrano coinvolte anche alcune proprietà del Lascito Fondazione Canova e vero anche che il tutto dovrebbe avere il "marchio di garanzia" dell'Istituto Cavanis-Collegio Canova di Possagno che ha offerto "la propria collaborazione per realizzare un piano operativo di sviluppo delle fonti rinnovabili come un modello valido per l'intero territorio della Pedemontana del Grappa". Vero infine che partecipano al progetto anche la Ascomac Servizi srl e la società Power Ventures srl. E' vero, proprio vero vero, però, che tutta la popolazione pedemontana ha vissuto e sta vivendo tanti, troppi traumi ambientali. Offese vere e proprie ad un territorio che ha, per propria storia e conformazione ed assetto idrogeologico, un destino ed una vocazione assolutamente altri del territorio a sud della dorsale delle colline asolane. La fragilità dell'ecosistema a Nord di questo amene colline, tra il Brenta, il Piave ed il Massiccio del Monte Grappa, ha bisogno di uno sguardo più prudente, ampio e condiviso non solo dalla popolazione di un singolo Comune o di un singolo Ente, ma da tutta la popolazione, Associazioni, Enti e Comuni compresi in questo scrigno di splendore ambientale, quando si trattano progetti come quello in oggetto. Occorrerebbe quindi, secondo me, una valutazione collegiale sull'opportunità di questo progetto, sulle sue potenziali ricadute negative, considerarle accanto a tutte le altre situazioni di criticità ambientale del territorio, tenendo presente anche la sua effettiva ubicazione che potrebbe essere, da quanto ho sentito, ma occorre ben verificare, proprio nell' area dell'Oasi S. Daniele di Liedolo. Come non bastessero le offese che proprio a quest'Oasi la popolazione pedemontana ha risparmiato battendosi con encomiabile coscienza civica ed ambientale, contro i potenziali scempi che avrebbero comportanto prima il progetto della realizzazione della discarica di fanghi industriali di tipo 2B proprio nel territorio dove invece la lotta popolare ha inteso realizzare (e felicemente realizzato) la splendida Oasi S. Daniele e poi combattendo le pretese di alcuni altri soggetti nel Comune di Borso del Grappa di edificare, proprio lì accanto all'Oasi, un altro impianto simile - ma bisogna verificare ripeto - a quello ora prospettato dal Comune di Crespano del Grappa. Sono certo che anche l'Amministrazione Comunale di San Zenone degli Ezzelini non mancherà di dare il proprio contributo di sempre e, se malauguratamente dovesse occorrere, non si risparmierà nel cavalcare quest'ennesima potenziale sfida al nostro terriitorio. Ma, ripeto, è ancora tutto da capire e considerare. Credo molto che l'Istituto Cavanis non permetterà mai, qualora gli estremi di questo progetto facessero presagire offesa al territorio, di poter realizzare un qualsivoglia scempio a discapito del benessere della popolazione del pedemonte che ha sempre avuto un rapporto meraviglioso con questo benemerito Istituto. Questo proprio per quanto citato nella delibera di Giunta del Comune di Crespano, quando, parlando dell'Istituto Cavanis, cita la sua "ispirazione ai valori cristiani". Sì credo anche io che questa possa essere la maggiore garanzia. Come diacono, facente parte della Commissione per la Salvaguardia del Creato della Diocesi di Treviso, credo proprio che, a fronte di specificità che contraddirebbero parametri strutturali del "Piano operativo di sviluppo delle fonti rinnovabili che consenta di immaginare un modello valido per l'intero territorio della Pedemontana del Grappa", l'Istituto stesso ritirerebbe qualsivoglia garanzia di principio eventualmente espressa formalmente a favore di questo specifico progetto. Intanto mi occorre il vostro aiuto, quello della popolazione pedemontana e di tutte le associazioni ineteressate, per guardarci dentro meglio e insieme, ed insieme naturalmente all'Amministrazione Comunale di Crespano del Grappa ed al Sindaco Cunial, al Lascito Fondazione Canova ed all'Istituto Canova-Collegio Canova di Possagno. Attendo,anche privatamente, un contributo di idee e di notizie da voi. So che siete sempre tanti a leggermi e ad entrare in questo sito. Un abbraccio fraterno a tutti. Diacono Bruno Martino, Presidente Associazione Sentieri Natura "Parco degli Ezzelini" - San Zenone |
| Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Settembre 2011 12:23 |
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Commenti
Mi riallaccio al discorso di Carlo: andiamoci con i piedi di piombo e controlliamo bene la situazione e proposte.
Tuttavia, dobbiamo amaramente constatare come questi bravi signori, con la scusa dell'energia pulita, continuino, da oltre 20 anni, a far lavorare avvocati e studi tecnici per mero e personale tornaconto economico.
Invece, dall'altra parte, la popolazione di San Zenone, continua a difendersi, sugli spalti, a proprie spese, dagli assalti di personaggi a cui, l'ambiente serve solo a comperarsi la casa a Cortina.
Se veramente, come dice carlo, l'impianto "e' buona cosa", Perche' non si propone, seriamente, tra comuni , la costruzione vicino al nuovo tracciato della superstrada, dove, se non c'e' inquinamento, non c'e' impatto ambientale e sarebbero risolti anche i problemi del traffico......
Oppure il caro sindaco di Crespano deve fare cassa??
Stiamo attenti.....molto attenti
Elio De Bon
Gli impianti a biomassa per smaltire i residui organici sono il futuro come energia pulita.
Ho un esempio ti tale impianto a Limena e ti posso garantire che non ci sono ne odori ne rumori, l’unico problema è dovuto al fatto che sono brutti da vedere e bisogna valutare il traffico che ne deriverebbe.
Poi da sempre riscontro un problema sulla piana di Liedolo vicino all’oasi ossia che ora per smaltire i liquami degli allevamenti in zona, si sversano nei campi circostanti grosse quantità di tali prodotti in tutti i mesi dell’anno e a tutte le ore dell’anno in barba ai regolamenti comunali e sanitari che ci sono arrecando te lo dico io che ci esco continuamento con il Nordic cattivi odori e inquinamento delle falde acquifere. Quindi se questo mal vezzo cessasse con un impianto del genere respireremmo tutti meglio, avremo meno zanzare e altro e sicuramente le falde acquifere ne avrebbero solamente dei benefici.
Quindi secondo me la cosa migliore sarebbe che gli allevamenti si munissero di piccoli impianti di biomassa per smaltire le proprie schifezze e questo non arrecherebbe nessun tipo di danno come traffico o quant’altro, oppure che gli allevamenti ma solo quelli in zona si costruissero un impianto adeguato alle loro esigenze. Non credo che un impianto di questo tipo deturperebbe più di tanto ma al contrario risolverebbe un problema che esiste….. e che nessuno vuole risolvere….
Bisogna fare molta attenzione e secondo me ben venga un impianto adeguato. Altresì bisogna contrastare fortemente la realizzazione di un grosso impianto che arrecherebbe un danno non solo pesaggistico, ma ache un danno economico in quanto essento un impianto molto "vorace" userebbe anche le coltivazioni tradizionali di "CEROSO" (ossia mais) per la sua costante alimentazione. Come già succede su impianti eistenti creando una domanda di materiale alimentare per consumi energetici che porterebbe ad aumenti dei prezzi per uso alimentare cosa che sta già accadendo, con riscontri negativi soprattutto nei paesi ad economie basse e a poco reddito (ricordiamoci che le ultimi guerre civili sono state innescate proprio dall'aumento dei generi di primissima necessità). Io penso che fare energia con la “CACCA” va bene, ma creare energia con materiale alimentare che alla lunga provoca un danno alla tasche di tutti noi per un uso perverso delle materie prime che servono innanzi tutto al nutrimento delle persone e non per altri scopi. In più questi impianti creano un altro danno di tasca per gli incentivi che vengono concessi e che tutti noi paghiamo. Se non si fa attenzione a giocare con queste cose che principalmente danno un vantaggio economico a chi le gestisce e costruisce con la scusa dell'energia pulita, ci troviamo a pagare per avere energia relativamente pulita un conto 2 volte più salato e ribadisco relativamente pulita perché per seminare, produrre concimi, trasportare la materia prima, lavorarla, etc., alla fine di emissioni se ne sono già fatte in abbondanza…..
Spero di essere stato abbastanza chiaro, ti ho messo giù velocemente i miei pensieri, io sono per il sì per piccoli impianti sostenibili che risolvano un problema ma categoricamente per il NO a grossi impianti di produzione. Quindi direi di approfondire molto bene la questione, se vuoi ti porto a visitare l’impianto di Limena in quanto conosco molto bene i proprietari di tale impianto….., questo impianto è ottimo per aver risolto il problema delle biomasse dell’allevament o di 5000 animali ma è stato fatto troppo grande e quindi si sta mangiando una buona parte di produzione di CEROSO della zona, con traffico di trattori camion e altro per rifornire l’impianto…..
Sempre a disposizione, fammi sapere se ci saranno degli incontri che il territorio sta MOLTO a cuore anche a me e non voglio che assolutamente venga danneggiato……
Ciao un abbraccio
Carlo
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