
| ECOLOGIA E SALVAGUARDIA DELL'UNIVERSO (L'Oasi San Daniele di Liedolo è ancora in pericolo) |
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| Scritto da Buno Martino |
| Venerdì 30 Settembre 2011 06:19 |
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Carissimo Carlo, grazie per il tuo prezioso intervento. Grazie anche a Elio de Bon, che aveva inviato un altro splendido articolo. Purtroppo le notizie che mi stanno arrivando confermano che si tratta NON di un piccolo impianto che, credo anch' io, per uso strettissimamente famigliare o di due-tre allevatori DEL LUOGO insieme, costituiscano il futuro dell'energia "pulita", rinnovabile, in questo settore. Bensì si tratterebbe di un VERO E PROPRIO INSEDIAMENTO INDUSTRIALE, pronto a servire un'area di ben 40 chilometri quadrati. Un pericolo vero per il territorio pedemontano e non penso che bastino i liquami ad alimentarlo. Immaginatevi, in queste stradine, autobotti e camions che arrivano da tutte le parti, sgocciolando, intasando, sollevando polveri etc etc. Dobbiamo essere disincantati. E' una operazione industriale che si intende realizzare SOLO PER CREARE GRANDE PROFITTO, a scapito di un'area pedemontana che è già sottoposta a tante piccole,medie e grandi criticità e che, ripeto, per propria vocazione, proprio nella natura da conservare intatta, nel turismo "alternativo", nei percorsi della cultura classica, negli itinerari eno-gastronomici, nella bellezza del suo paesaggio, nelle piste ciclabili, nell'ospitalità in famiglia, negli agriturismi, nei sentieri natura, oasi e quant'altro di bello e di rispettoso possiamo offrire al visitatore, PUO' SODDISFARE LA PROPRIA VERA VOCAZIONE E AFFRONTARE IL FUTURO ED IL PROPRIO DESTINO. Questa area tra il Brenta e il Piave, tra il sistema collinare "asolano" e le pendici del Monte Grappa, non può più sopportare il peso di una viabilità esasperata, di insediamenti industriali ed agricoli intensivi. Occorre che la popolazione pedemontana si renda consapevole di questa fragilità e di questo ulteriore affronto, che abbia un quadro di tutte le situazioni di sofferenza del territorio, dal co-inceneritore di Pederobba, alle cave (da SEMPRE fonti di guadagno non sempre leciti), del Pareton a tutte le altre criticità presenti a macchia di leopardo in questo ambiente unico per storia, cultura, tradizione, bellezza, natura, dignità della fatica sociale stratificata nei secoli dai suoi abitanti. Sarà utile una riunione dei Comitati, delle Associazioni e degli abitanti dei paesi dell'intera area, cosa che ho sentito con piacere si stia già organizzando. Sarà utile incontrare gli amministratori locali e principalmente I GIOVANI DELLA PEDEMONTANA DEL GRAPPA, gli studenti in particolare che ancora hanno in loro il significato genuino della natura che ci circonda, conservano nello scrigno della loro sensibilità la consapevolezza che occorra, oggi più che mai, acquisire un nuovo stile di vita, una nuova sobrietà, che occorre responsabilizzarsi fino in fondo per difendere gli ultimi lembi del nostro territorio ancora non aggrediti dalla speculazione, dall'ottica ignorante ed arrogante di chi sa ben mascherare i propri istinti di predazione e di guadagno ad ogni costo speculando in ogni modo sulle ultime possibilità offerte dal territorio. Che ben vengano, ripeto, anche in questo territorio, dotazioni di impianti di biomassa famigliari per smaltire i propri liquami, come ben afferma Carlo Grigolon nel suo commento di ieri. Ma dice ancora bene quando sottolinea la necessità di contrastare fortemente i grossi impianti industriali di questo tipo. Per non dire poi che quest'impianto, da quanto ancora mi comunicano, SOERGEREBBE A POCO PIU' DI 1000 METRI DALL'OASI SAN DANIELE realizzata dalla gente della pedemontana bloccando un altro tentativo di deturpazione e di speculazione sull'ambiente. Anche io conto molto sui giovani e non mancherò di incontrare presto gli studenti di alcuni Comuni che chiedono spiegazioni sulle scelte dei loro docenti e dirigenti scolastici. Senza enfatizzare nulla, non mancherò di stare con loro e renderli partecipi di ogni notizia che riguarda questo ennesimo tentativo, molto ben congegnato, di creare pericolosi pregiudizi al futuro del nostro ambiente pedemontano. Saranno loro stessi a trarre le giuste conclusioni e reagire nella maniera che crederanno più opportuna. Buona giornata a tutti. Continuate a chiamarmi. Per le lotte giuste, mai un passo indietro!!! E sono "giuste" quando sono condivise ed hanno ricadute per tutti non solo per le tasche di pochi...a danno della nostra salute e della magnifica natura che ci ospita nella nostra inimitabile (per bellezza, storia, cultura, tradizione e dignità della propria gente...) pedemontana veneta. Bruno Martino
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Commenti
Quando il sindaco Cunial parla di risolvere il problema dell'inquinamento agricolo, da liquami di porcilaie, sta parlando di una unica azienda, (privata)con non piu' di 5/6 addetti, che da 20 anni sta immettendo merda nelle valli dei comuni vicini! Perche' il caro sindaco Cunial, con una ordinanza seria non costringe gli "untori" a dotarsi di seri sistemi di depurazione? Oppure, molto piu' facilmente; un'azienda del genere non puo' esistere ed operare in simili condizioni.
Io sono all'estero da anni, e magari non sono aggiornato sulla realta' attuale, ma credo che il nocciolo del problema rimanga sempre lo stesso.
Caro Bruno, perche', attraverso il Blog della Pedemontana del Grappa, non diffondiamo l'indirizzo mail (o il blog) del comune di Crespano?
Potremmo cosi' esprimere direttamente i nostri pensieri direttamente al sindaco.
D'altra parte, cosa ci si puo' aspettare da una mente che partorisce l'idea della teleferica sul Grappa?
Intendono forse questo i mass-media quando parlano di "fuga dei cervelli?"
Aspettiamo dunque la risposta del primo (si fa per dire) cittadino di Crespano, poi ci adegueremo.
Meditate gente, meditate.
Elio De Bon
Che mazzata sarebbe!! Ci sarò anch'io. Tireremo fuori gli artigli ancora una volta, faremo tutte le battaglie che serviranno, ma finchè vedremo borse piene di cavi elettrici, bottiglie di detersivi, sacchi della spazzatura nei nostri ruscelli portati giù da una brentana (chissà da quale comune...), vuole dire che la mentalità di sfruttamento dell'ambiente è ben lungi dal cambiare... MI auguro veramente che enti locali, associazioni e cittadini si uniscano per questa ennesima prova di coesione e che isitutuzioni nobili come l'Istituto Cavanis e la Fondazione Canova (non so se Antonio Canova sarebbe d'accordo...) recedano dai loro propositi di appoggio a questa nefasta iniziativa.
Un saluto a tutti.
Si tratta di un frammento di quanto detto da Seeathl, capo della tribù dei Puget Sound Salish, nel 1845, nel discorso al presidente degli Stati Uniti, quando fu obbligato a svendere i suoi territori al governo americano e a ritirarsi con la sua tribù in una riserva:
....“E se vi vendiamo la nostra terra, dovete mantenerla separata e sacra, un posto dove persino l'uomo bianco possa assaporare la brezza addolcita dalla fragranza dei fiori. .. L'uomo bianco deve trattare gli animali di questa terra come fratelli. Io sono un selvaggio e non capisco nessun altro modo di vivere. Ho visto i bufali marcire a migliaia nelle praterie, uccisi dall'uomo bianco che passava sul treno. Io sono un selvaggio e non capisco come il cavallo di ferro fumante possa essere più importante del bufalo che noi uccidiamo solo per sopravvivere.
Cos'è l'uomo senza gli animali? Se tutti gli animali sparissero, l'uomo morrebbe di una grande solitudine dello spirito. Perché tutto quello che accade agli animali presto accade all'uomo. Tutte le cose sono collegate.
Dovete insegnare ai vostri bambini che il terreno sul quale camminano è formato dalle ceneri dei vostri nonni. Affinché rispettino la terra, dite loro che è ricca delle vite della vostra gente. Insegnate ai vostri bambini quel che noi abbiamo insegnato ai nostri, che la terra è la nostra madre. Quel che avviene alla terra, avviene ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su loro stessi.
Questo noi lo sappiamo: non è la terra che appartiene all'uomo, ma l'uomo alla terra. Questo lo sappiamo.
Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce i membri di una stessa famiglia. Tutte le cose sono collegate. Quel che avviene alla terra, avviene ai figli della terra. L'uomo non tesse la sua trama della vita, ne è semplicemente uno dei fili. Qualsiasi cosa fa alla tela, la fa a se stesso”.
Credo che non ci siano parole da aggiungere!!!!!
Elio De Bon
Forse e' troppo aldila' delle loro capacita'?, O forse e' solo il consueto e vigliacco sistema del "vivi e lascia vivere" che non li fa "vedere" oltre il proprio orticello di voti?
... spero sempre nel recupero dell'intelligenza della nostra classe politica, anche se non hanno mai fatto nulla per dimostrarla....
Che sia la volta buona?
Alla prossima.
Elio De Bon
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