
| SALVAGUARDIA DEL CREATO |
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| Scritto da Buno Martino |
| Martedì 29 Novembre 2011 06:59 |
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Carissimi tutti, riprendiamo il nostro cammino di riflessione sul tema della Salvaguardia del Creato, in attesa di sviluppi sui nuovi problemi sorti non distante dall'Oasi S. Daniele a Liedolo di S. Zenone, in Comune di Crespano del Grappa (TV), sperando che il Sindaco Cunial si apra anche alla nostra ferma opposizione al progetto di Centrale a Biogas e ridimensioni il tutto, nella misura "giusta", che è quella chiesta dai suoi allevatori. Sarebbe una dimensione locale dell'impianto, una soluzione per tutti evitando così i problemi che invece il suo impianto certamente andrebbe a creare a scapito degli abitanti di Crespano e di tutta la popolazione pedemontana ad iniziare dai Comuni limitrofi. Sono necessari, riprendendo il "filo" del discorso, se vogliamo una nuova terra con amore, pace e prosperità, come è scritto nel libro dell’Apocalisse, una nuova visione del mondo, una nuova spiritualità, nuovi stili di vita, una nuova spiritualità, un nuovo rapporto con le cose, le persone, la natura, la diversità, la mondialità. E non crediate che il mondo vada in difficoltà solo per le grandi deturpazioni, ma anche per gli innumerevoli, anche piccoli e medi, meccanismi perversi che l’uomo accende a macchia di leopardo in ogni territorio e per i quali si rende responsabile quando invece dovrebbe avere la responsabilità della custodia, della cura, della salvaguardia di ogni essere vivente e della intera creazione naturale. E questo per me è stato particolarmente evidente nelle lotte sociali che si sono susseguite negli anni proprio intorno all'Oasi S. Daniele, alle quali ho partecipato sempre... e con la necessaria determinazione. Una volta abbiamo evitato una discarica di fanghi industriali realizzando appunto l'Oasi al suo posto, l'altra volta i cogeneratori di Borso del Grappa proprio li accanto, ora quello di Crespano... E poi tutte le altre criticità della Pedemontana del Monte Grappa ad iniziare dalla "Pedemontanina", dal co-inceneritore di Pederobba, al Pareton etc etc. Bisogna lottare, agire, capire, creare dinamiche di "intimizzazione" vera e leale con l'ambiente impedendo ogni tipo di speculazione sullo stesso. E' fondamentale capire che il Creato irrompe nelle strade della nostra quotidianità, nel nostro cuore e nella nostra vita continuamente, irriducibilmente. Ricordatevi: solo i piccoli e gli umili possono dialogare con il Creato, comprendere il suo linguaggio. Questo ultimo passaggio che sto per proporvi, amici carissimi, forse non può essere compreso da tutti, ma solo dai “piccoli ed umili”, come diceva il Signore. Solo i piccoli ed umili, possono essere così liberi da poter scorgere, in tutto ed in tutti, quella scintilla d’infinito che dà il senso giusto alla nostra esistenza, alla nostra origine, al nostro destino. Solo ai piccoli ed umili è data la possibilità di conoscere, di intuire, di sentire la grandezza, l’immensità del Creato ed i conflitti apocalittici che da miliardi di anni, e forse prima ancora di essere concepito, si sono generati in esso. Solo a loro è concessa di vedere, di intuire, quella forza, quella essenza di bontà contenute in un sasso, in un fiore, in un soffio di vento, nel battito della ciglia di ogni persona che incontriamo o che non incontreremo mai … Solo i piccoli ed umili tra noi potranno decifrare il linguaggio del Creato … E’ necessario svestirci dal nostro ego e, come affermavo pocanzi, entrare in una nuova e rinnovata spiritualità, in una nuova sobrietà, lasciarci rapire da quella bellezza, quella meraviglia, che in me ad esempio si è prima trasformata commozione, poi in preghiera, ed infine in compassione e servizio, che mi ha deposto ai piedi del Creato, soggiogato dal mistero di tanta grandezza, di tanta complessità. Un mistero che è infinitamente più grande di noi e delle nostre possibilità di capire e spiegare, per quanto ci proviamo, per quanto sia giusto provarci. Il sentimento che ci lega al Creato, recuperando una dimensione umile, piccola, nei suoi confronti, deve essere contestualmente fraterno e filiale, e deve sviluppare quell’ascolto così profondo, la cui possibilità, anche se da noi quasi sempre non sperimentata, ci appartiene fin dal nostro concepimento. NEL CREATO DUE VOCI CI CHIAMANO INCESSANTEMENTE: QUELLA DELLA STORIA E QUELLA DELL’ETERNITA’ Il Creato, nelle sue forme molteplici di vita vegetali ed animali, visibili ed invisibili, animate ed inanimate, l’universo infinito con la sua materia vibrante, organica ed inorganica, l’acqua, il fuoco, l’aria, la terra, le rocce, la luce, ci chiama incessantemente con le voci, contenute in tutto ed in tutti, anche in ogni pensiero, in ogni parola, in ogni intenzione, della storia ed i suoi idoli e con la voce dell’eternità. Sono questi i richiami che ci portiamo nel cuore su questo universo. Sono voci instancabili ed incessanti che ci condizionano e ci costringono a delle scelte importanti. La voce della storia è facile da comprendere così come è facile cadere prede degli allettamenti dei suoi idoli che ricambiano la nostra attenzione con la promessa illusoria della felicità immediata ed a basso prezzo. Potere, successo, ricchezza, ci tendono le loro mani ricolme di doni e noi siamo disposti a “svenderci”, a “prostituirci” a queste promesse abbracciando ogni disvalore, fino a diventare strumenti di morte, di negatività, di distruzione, diventando predatori del Creato e portatori di sofferenza e di caducità. La voce dell’eternità si propone invece al nostro cuore mostrandoci tutta la bellezza delle cime da scalare. Solo i piccoli e gli umili riescono ad arrampicarsi su questi erti crinali dai quali si può iniziare a scorgere la Luce della carità, dell’Amore vero ed eterno che ci illumina il sentiero della solidarietà che ci indica la strada ad ogni bivio della nostra vita. Ad ogni passo che faremo nella nostra esistenza terrena la Luce ci illuminerà i segni di questo Amore infinito contenuto in tutto ciò che osserveremo nel nostro cammino e negli occhi ricolmi di speranza di tutti coloro che incontreremo. I segni di bene e di bontà sono ovunque nel Creato che ci dà forma e vita. Per oggi penso possa bastare... Vi auguro ogni buona cosa, sperando che qualcuno di voi voglia donarci il proprio profumo esprimendo liberamente e rispettosamente le proprie idee in questo blog. Siamo tutti fiori dello stesso prato, bagnati dalla stessa pioggia, asciugati dalla stessa brezza, illuminati dallo stesso Sole. Così dicevo in un verso di una mia pubblicazione nel 1986 (La danza della vita): "Siamo tutti fiori dello stesso prato...che danzano la danza dell'amore". Camminiamo insieme....camminiamo oltre... Buon tutto a tutti. Bruno
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